Le onde gravitazionali di Einstein dall’intuizione alle prove scientifiche - Intervista al prof. Simoncelli, autore del saggio “L’era delle onde gravitazionali"
 
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    Mattioli San Salvo Interviste 01/12/2018 01/12

    Le onde gravitazionali di Einstein dall’intuizione alle prove scientifiche

    Intervista al prof. Simoncelli, autore del saggio “L’era delle onde gravitazionali"

    l'intervista in diretta al prof. SimoncelliL’incontro con il prof. Andrea Simoncelli, insegnante di matematica e scienze presso l’Istituto Comprensivo “G. Rossetti” di Vasto, autore del saggio “L’era delle onde gravitazionali”, con all’attivo oltre 200 articoli per rivista scientifiche come “Nuovo Orione” e “Le stelle” si è tenuto presso l’aula magna dell’IPSIA ed hai coinvolto le classi del Liceo Scientifico. Il Professore, nonostante la complessità dell’argomento, con grande passione ha catturato la nostra attenzione ed è riuscito a spiegarci come le idee visionarie di Albert Einstein riguardo le onde gravitazionali diventino sempre realtà. Inoltre, ci ha illustrato l’importanza degli interferometri, lo strumento permette di studiare gli effetti di composizione delle onde, di cui uno -l’Interferometro VIRGO- si trova in Italia nel comune di Cascina (PI).

    Al termine dell’incontro abbiamo avuto il piacere di intervistarlo.

    Professore, cosa lo ha appassionato alle onde gravitazionali ed all’astrofisica in generale? In generale, ho sempre avuto una passione nei confronti della scienza, però poi ci sono stati due episodi che hanno indirizzato il mio studio verso questa materia: il primo, il passaggio di due comete visibili ad occhio nudo alla fine degli anni Novanta; il secondo, un telescopio regalatomi dai miei genitori. Da qui è nata la passione che si è poi concretizzata nella lettura di tanti libri di scienza e con la scelta degli studi universitari di astrofisica”.

    Quali vantaggi forniscono le onde gravitazionali nello studio e nell’osservazione dell’universo? “Innanzitutto ci forniscono informazioni genuine proprio perché viaggiano indisturbate nello spazio-tempo e quindi ci descrivono in modo preciso i fenomeni che avvengono; in secondo luogo, negli eventi che accadono nello spazio, soprattutto nella coalescenza di due buchi neri, ci hanno permesso per la prima volta di avere l’evidenza diretta dell’esistenza stessa dei buchi neri, perché fino ad ora avevamo solo evidenze indirette. Poi la speranza è che in futuro si riesca studiare le onde gravitazionali che i teorici ritengono siano state emesse nel Big Bang”.

    Ora una domanda un po’ più “personale”: lei ha uno studio in cui si dedica a questa sua passione e se per lei questo è un lavoro? “Sì ho uno studio in casa - anche se invaso dai giochi dei miei figli – dove scrivo i miei articoli ed è una mia attività parallela all’insegnamento: da oramai 14 anni sono entrato sia nel mondo della scuola sia in quello del giornalismo scientifico, collaborando in particolare con ‘Le stelle’ e ‘Nuovo Orione’. Quindi sì è un’attività lavorativa nel senso che comunque prevede dei piccoli compensi, ma soprattutto è una passione, cioè quella di voler divulgare le mie conoscenze astrofisiche”.

    Oltre all’attività di insegnante e giornalista scientifico, in questo momento è coinvolto in qualche progetto di ricerca? “No, ora purtroppo non più. In passato sì, quando dopo la laurea ho svolto attività di ricerca. Però ho la fortuna di essere ancora in contatto con tanti ricercatori coinvolti, i quali mi danno indicazioni e mi danno informazioni che mi aiutano tantissimo nelle mie attività”.

    Visto che noi studenti ci stiamo approcciando all’orientamento universitario, perché lei consiglierebbe ad uno di noi di studiare astrofisica o astronomia? “Una domanda che mi carica di responsabilità. Intanto uno deve seguire la propria passione: io all’epoca feci questa scelta pur sapendo che avrei dovuto affrontare un corso di laurea molto impegnativo. Perché lo consiglio? Perché secondo me, essendo questa una scienza pura, non c’è nulla di più bello di rispondere al desiderio dell’uomo di conoscere come funziona la natura, di sapere da cosa è composto l’universo e quali sono gli eventi che vi accadono: il piacere della pura conoscenza”.

    Loris Del Borrello

     


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